martedì 29 luglio 2025

La volgarità

È un tema che ricorre spesso quando parliamo di danza del ventre: la volgarità!

Quanto volte abbiamo sentito dire, o magari abbiamo detto: "mi piace la danza del ventre danzata in modo raffinato e non volgare".

Già qui ci sarebbe da porsi una questione, perché la danza del ventre viene sempre associata in qualche modo alla volgarità? Questo pregiudizio sembra essere così duro a morire. 

Non venite a dirmi "e colpa di certe ballerine che danzano in un determinato modo", facile dare la colpa agli altri. Se una ballerina danza in un modo che mi appartiene, la cosa non mi tocca, io porto la danza come la sento, questo è quello che dovrebbe esser fatto a mio parere, quello che fanno le altre non esalta né svilisce il mio lavoro.

Che bisogno c'è, quando si vuole fare un complimento ad una ballerina, di dirle: "Che brava, e poi non sei per niente volgare". Perché mai avrei dovuto esserlo dopotutto? Così facendo si rimarca solo l'associazione della danza alla volgarità, in realtà non è un complimento, è una sorta di insinuazione.

Cosa significa che una danza è volgare? Me lo chiedo, perché qui c'è un gran problema, la percezione del singolo e il concetto di volgarità che ognuno ha.

Io che rifletto attentamente sul concetto di volgarità

Per qualcuno è volgare il vedere un pezzo di pelle in più (rispetto a cosa?), per qualcuno è volgare il modo in cui viene fatto un movimento, per qualcuno è volgare un tipo di corpo più prosperoso di un altro (eh qui abbiamo un problema in più!)

E si arriva a: io decido cosa va bene e cosa no e ho ragione, quello che faccio io va bene e quello che fai tu no. 

Sarà ancora una volta il tentativo di voler in qualche modo controllare e decidere cosa le donne possano fare o non fare e soprattutto come? 

Mmm, credo sia peggio di così, credo ci sia un mondo di presone insicure che per paura di essere giudicate per quello che fanno, la danza del ventre in questo caso, devono definire, dare dei limiti, porre dei limiti e spogliare la danza di quel senso di libertà che le è proprio e per non essere giudicate giudicano le altre.

Danzate, danzate e basta, come vi va, come vi viene.

PS. Giudicare gli altri è giudicare sé stessi, ricordiamocelo.

martedì 8 luglio 2025

Né avere né dare

Si dice che la mente plasmi i suoi pensieri in base al linguaggio che ha a disposizione.

Se alcuni concetti non sono espressi da parole corrispondenti nella lingua parlata, sarà difficile formularne anche il relativo pensiero.

Si dice anche che chi parla due lingue ha due cervelli, chissà chi ne parla ancora di più!

Si dice.

Ben strana una lingua che non utilizza il verbo essere e che non ha il verbo avere.

Essere

La lingua araba comprende nel suo vocabolario il verbo essere, ma fondamentalmente non lo utilizza. È adoperato ben poco e non come lo adoperiamo noi di solito, in pratica è come se non ci fosse, è sottinteso.

Avere

Il verbo avere non c'è proprio, nella lingua araba il verbo avere non esiste. E come si fa allora? Si esprime il concetto tramite delle preposizioni che danno la stessa idea, ma non è la stessa cosa.

Tanto per fare un esempio posso dire l'auto per mel'auto presso di mel'auto che mi appartiene,  ma ho un auto no, quello non lo posso proprio dire e per esprimere il concetto al passato utilizzo il verbo essere, eccolo che arriva anche lui. avevo un auto diventa era presso di me un auto.

Insomma avere non esiste, non è possibile avere alcunché!

Le ali di iside presso di me


lunedì 7 luglio 2025

Ricominciamo

Ebbene,

è parecchio tempo che non scrivo più in questo mio blog, l'avevo lasciato lì mezzo moribondo, inutilizzato, quasi dimenticato, quasi...
quasi, quasi lo riattivo e ricomincio a scrivere, in effetti lo sto già facendo, ma questi sono dettagli.

Non so ancora bene di cosa tratterò, ma sicuramente avrà a che fare con danza, percussioni, lingua araba vaneggiamenti vari, di tutto un po'. 

L'importante è iniziare, vediamo dove porterà questo nuovo inizio.

Un saluto a tutti e a presto.

Pensando a cosa scrivere